
Cominciamo il nostro viaggio (per adesso) virtuale per le antiche vie di Roma che nascondono misteri tutti da scoprire.
La nostra prima meta è la Bocca della Verità.
E’ una grande pietra circolare che rappresenta il viso di un uomo con la barba, oppure, secondo varie interpretazioni, di un fauno, del dio greco dell’Oceano, o del dio Mercurio. L’età del monumento supera i 2200 anni.
La leggenda più nota dice che se una persona che mente mette la mano nella bocca della maschera, essa gli verrà tagliata. Nel Medioevo venivano giudicati in questo modo in ultima istanza alcuni degli indagati.
Dopo, la connotazione rimase, però fu trasferita nell’ambito coniugale, e venne usata in modo simbolico per verificare la fedeltà degli sposi. Adesso la famosa pietra si trova nel pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, costruita sull’antica Ara Massima di Ercole di origine greca.
Di fronte alla chiesa sorgono i tempi di Portunus (protettore di fiumi e di porti) e di Ercole (questo tempio è il più antico edificio di marmo rimasto a Roma). Nel centro della piazza si trova la Fontana dei Tritoni, che ha la forma di una stella ottangolare.
Proseguiamo per il Circo Massimo, l’antico circo romano dedicato alle corse di cavalli, che fu il più grande edificio di spettacolo di Roma che poteva contenere fino a 250 mila spettatori.
La sua costruzione cominciò dal primo re etrusco di Roma nel 600 a.c. Le corse aggiunsero al livello più alto di popolarità nel IV secolo d.C. Purtroppo la grandezza del Circo Massimo fu distrutta nei secoli e non arrivò ai nostri giorni. L’unico elemento originale è la Torre dell’Arco, nota anche come Torre del Molino, perché si ergeva a difesa di un mulino che sfruttava un corso d’acqua ora scomparso. Nel periodo fascista i mulini furono abbattuti per l’ambizioso progetto della ricostruzione del Circo Massimo, fermato però dalla guerra. Anche nello stato attuale il Circo rileva la grandezza che il posto ebbe nell’epoca romana.
Vicino al Circo Massimo c’è il Roseto Comunale, che offre una magnifica vista al colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, visitato da noi, poco fa, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario. Esso fu istituito nel 1950 su uno spazio che storicamente (ancora dal III secolo a.c.) fu destinato ai fiori. Esso ospita la collezione di rose antiche e moderne.
Non lontano dal Roseto si trova la principale attrazione turistica di Roma, il Colosseo, il più grande anfiteatro romano dell’epoca imperiale, inaugurato nell’ottanta d.C. Originalmente, era conosciuto come Anfiteatro Flavio ed era in grado di contenere fino a cinquanta mila spettatori. Sull’arena ebbero luogo le battaglie navali, i giochi gladiatori, le cacce di animali selvatici e altre manifestazioni pubbliche.
All’interno del Colosseo oggi si vedono i sotterranei di servizio perche manca il piano dell’arena. Dopo il crollo dell’Impero Romano e il successivo abbandono, il Colosseo fu utilizzato per scopi abitativi e i blocchi di travertino furono sistematicamente presi per altre costruzioni. Dopo il 1675 esso assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei tanti martiri cristiani qui condannati al supplizio. Il nome attuale del monumento attestato dal Medioevo deriva dalla statua colossale di Nerone in bronzo presente nelle vicinanze dell’anfiteatro e dalle dimensioni colossali di esso.
Proseguendo verso la famosa via dei Fori Imperiali, eccoci a Piazza Venezia, anticamente chiamata di San Marco.
Il suo aspetto attuale è stato creato da demolizioni e cambiamenti che ebbero luogo a fine Ottocento e inizio Novecento, quando da essa fu ingrandita, essendole conferito l’aspetto monumentale che tuttora ha. La grandezza della piazza è costituita dal Vittoriano, l’enorme monumento a Vittorio Emanuele II, per realizzarlo dovettero essere demolite antiche costruzioni. Un edificio famoso situato sulla Piazza che le ha conferito il nome attuale è il Palazzo Venezia, situato tra Piazza Venezia e via del Plebiscito, utilizzato come residenza del Papa e ambasciata della Repubblica di Venezia fino all’Ottocento.
Saliamo i gradini ed eccoci alla Piazza del Campidoglio. Il Campidoglio è uno dei sette colli su quali, secondo la legenda, Roma è stata fondata. Nell’antichità questa piazza ospitava uno dei monumenti più importanti, il Tabularium, destinato a ospitare gli archivi dello stato. Dopo fu abbandonato e il suo valore fu riscoperto soltanto nel XVI secolo, quando papa Paolo III Farnese chiese a Michelangelo di rinnovare la piazza. Al centro della Piazza sorge la statua equestre di Marco Aurelio.
All’inizio essa era completamente dorata e la profezia dice che quando l’oro sarà riapparso avverrà il Giudizio Universale. Un altro monumento importante situato in questa zona è Capitolium, il luogo dove si trovava il più importante tempio del culto di stato romano che apparteneva alla triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva. Esso fu inaugurato nel 509 a.c.
E adesso svoltiamo verso la Via dei Fori Imperiali e vediamo da vicino i Fori di Cesare, Augusto, Nerva e Traiano. Il primo a essere costruito nel 54 a.c. fu il tempio di Cesare, perché l’antico Foro Romano era insufficiente per svolgere le funzioni del centro amministrativo. Seguirono gli altri fori, costruiti in un secolo e mezzo circa. L’origine del nome foro deriva dal latino “fero”, cioè porto, rilevando che all’origine esso era un mercato dove erano portate le merci.
Il Foro di Cesare ebbe la forma di un rettangolo con la statua equestre di Cesareal centro. Al fondo della piazza si trovava il tempio di Venere Genitrice, rifatto da Traiano. Il Foro fu riscoperto durante i lavori per la costruzione della via dell’Impero (oggi via dei Fori Imperiali), negli anni ’30 del XX secolo.
Il Foro di Augusto, fu il secondo a essere costruito e dovete immortalare la vittoria di Augusto sugli assassini di Cesare. Purtroppo, la parte maggiore del Foro è stata coperta dalla Via dei Fori Imperiali è la sua originale grandezza oggi non è più ovvia. Il monumento più importante (e tra l’altro, l’unico ancora ben visibile nei nostri giorni) del Foro di Nerva è il tempio di Minerva, con le sue due colonne superstiti del grande colonnato che inaugurava la piazza originariamente, e il bassorilievo della dea sull’attico.
Il Foro di Traiano fu l’ultimo e il più grandioso dei Fori Imperiali, che ospitava due Biblioteche (una latina e una greca), e al centro la Colonna Traiana, opera del grande architetto Apollodoro di Damasco, che rappresenta le scene della vittoria dei Romani sulla Dacia (Romania e Moldavia di oggi).
Qui finisce il nostro primo percorso sulle tracce dei Romani. Anche se tanti monumenti non hanno sopravissuto al tempo, o al desiderio dei regnanti di mostrare la propria vanità rovinando i monumenti dei tempi passati, osserviamo la perenne grandezza dell’epoca romana che ci arriva attraverso il tempo per stupirci sempre di più.
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